Nel settore delle scarpe da trail running, spesso ci concentriamo su modelli tecnici specifici, ma ogni ultratrail runner sa che gran parte dell’allenamento avviene su asfalto e strade bianche. Ebbene, la nuova Saucony Triumph 22 si propone come compagna ideale per quei lunghi chilometraggi di preparazione che costituiscono la base di ogni ultramaratona che si rispetti.
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Le novità dell’intersuola della Saucony Triumph 22
Il centro di interesse della Triumph 22 è la scelta della mescola PWRRUN PB, materiale che fino a oggi Saucony riservava esclusivamente ai suoi modelli racing della serie Endorphin. Parliamo dello stesso composto utilizzato nelle scarpe che vedono protagonisti gli atleti professionisti, ora declinato per l’allenamento quotidiano. Per noi ultratrailer, abituati a macinare chilometri su chilometri, questa innovazione rappresenta un cambio di approccio: la tecnologia premium non è più appannaggio esclusivo delle gare.
Per il resto, l’architettura dell’intersuola mantiene le quote della precedente versione con 37 mm al tallone e 27 mm all’avampiede, per un drop di 10 mm che risulta familiare a chi proviene dal mondo strada. Quello che invece cambia drasticamente è la percezione di stabilità grazie alla base allargata, elemento che diventa cruciale quando affrontiamo sessioni di 3-4 ore sui sentieri meno tecnici o durante i lunghi di preparazione su asfalto.
Comfort su ogni distanza
La costruzione della tomaia svla un approccio decisamente orientato al comfort prolungato, caratteristica che ogni ultratrailer apprezza dopo ore di movimento continuo. Il mesh ingegnerizzato offre un’imbottitura generosa senza risultare soffocante, mentre gli inserti strutturali al mesopiede forniscono quel supporto laterale che serve quando la fatica inizia a farsi sentire e l’appoggio diventa meno preciso.
La linguetta ridisegnata e ben imbottita elimina quei fastidiosi punti di pressione che potrebbero trasformarsi in problemi seri durante le uscite lunghe. Il sistema di allacciatura, pur rimanendo tradizionale, beneficia di una doppia asola superiore che consente una regolazione fine della calzata, aspetto fondamentale quando si prevedono variazioni di volume del piede durante gli sforzi prolungati.
Battistrada di gomma per un uso su strada
Il battistrada in gomma XT-900 conferma la vocazione stradale della Triumph 22, offrendo un grip solido e duraturo su asfalto e sterrato compatto. Per chi alterna allenamenti su strada a sessioni sui trail meno tecnici, questa configurazione rappresenta un compromesso intelligente. La resistenza all’usura si dimostra eccellente, caratteristica che gli ultratrailer sanno apprezzare considerando i volumi chilometrici che caratterizzano la preparazione. Ricordati che una scarpa ha un proprio ciclo di vita, a riguardo ti suggeriamo questo nostro articolo dedicato alla durata delle scarpe.
L’intaglio longitudinale ampliato nella suola favorisce una rullata più fluida, elemento che si rivela prezioso durante le corse lunghe quando l’efficienza del movimento diventa cruciale per preservare le energie.
Peso aumentato di 30 grammi
Ogni medaglia ha il suo rovescio, e per la Triumph 22 questo si materializza nel peso aumentato di circa 30 grammi rispetto alla versione precedente. Per noi ultratrailer, abituati a ragionare in termini di efficienza energetica su distanze estreme, questo incremento ponderale si avverte chiaramente durante le uscite lunghe. La sensazione di appesantimento diventa più evidente dopo i primi 15-20 chilometri, quando ogni grammo in più ai piedi inizia a pesare sulla resa complessiva.
Il paradosso sta nel fatto che la tecnologia PWRRUN PB, pur essendo più performante sulla carta, nella Triumph 22 sembra perdere quella reattività che ci si aspetterebbe da una mescola così avanzata. L’impressione è di trovarsi di fronte a una scarpa più stabile ma meno brillante rispetto alla precedente versione con PWRRUN+.
Alla ricerca del comfort
Il comfort della Triumph 22 va valutato su due livelli distinti. Dal punto di vista della calzata, la scarpa offre un’accoglienza quasi perfetta, con un’imbottitura che coccola il piede senza creare punti di pressione. Tuttavia, il comfort dinamico racconta una storia diversa: il peso aggiuntivo e la minor reattività dell’intersuola si fanno sentire durante le uscite lunghe, proprio quando una scarpa da allenamento dovrebbe esprimere il meglio di sé.
Per chi arriva da modelli più leggeri, l’adattamento richiede alcune uscite di ambientamento, ma una volta trovata la giusta confidenza, la Triumph 22 dimostra di essere una compagna affidabile per i chilometraggi di base.
Una ottima durabilità nel lungo termine
Uno degli aspetti più convincenti della Triumph 22 riguarda la costruzione improntata alla massima durabilità. La tomaia resistente e il battistrada in gomma dura promettono una vita utile che può facilmente superare gli 800 chilometri per runner di peso medio. Per chi macina centinaia di chilometri al mese nella preparazione agli ultra, questa longevità rappresenta un valore aggiunto significativo che giustifica l’investimento iniziale.
La robustezza costruttiva si apprezza anche nei dettagli: cuciture rinforzate, materiali di qualità e un assemblaggio che non mostra cedimenti nemmeno dopo utilizzi intensivi su terreni misti.
Il nostro giudizio
La Saucony Triumph 22 si rivela una scarpa dalle personalità contrastanti, eccellente in alcuni aspetti ma deludente in altri. Per l’ultratrailer che cerca una scarpa per i lunghi di preparazione su strada e sterrato, offre protezione, stabilità e durabilità ai massimi livelli. Tuttavia, il peso maggiorato e la minor brillantezza rispetto alle aspettative potrebbero non convincere chi predilige sensazioni più dirette e reattive.
Si adatta particolarmente agli atleti di peso superiore ai 75-80kg che privilegiano protezione e comfort su lunghe distanze, diventando ideale per sessioni di allenamento a ritmi rilassati attorno ai 5’00” al chilometro. Per chi cerca invece una scarpa più versatile e reattiva per variazioni di ritmo e allenamenti misti, potrebbe risultare limitante.
In definitiva, la Triumph 22 rappresenta un’evoluzione coraggiosa ma non sempre riuscita, che porta tecnologie premium nel mondo dell’allenamento quotidiano ma perde qualcosa della magia che caratterizzava le versioni precedenti.