Le scarpe da skyrace sono una categoria altamente specializzata di calzature, progettata per affrontare competizioni su terreni montani tecnici. A differenza delle scarpe da running su strada o delle normali scarpe da trail, oppure quelle dedicate all’UltraTrail, questi modelli devono garantire una trazione aggressiva, leggerezza per salite ripide e protezione su discese vertiginose.
Indipendentemente dal proprio appoggio del piede, pronatore o supinatore, le scarpe da skyrace privilegiano grip, precisione e agilità su terreni alpini estremi.
Per chi cerca scarpe da ultra trail ottimizzate per competizioni verticali, la scelta appropriata può determinare sicurezza e prestazioni su percorsi tecnici con dislivelli estremi.
Vediamo ora quali sono alcune delle migliori scarpe da skyrace in commercio e quali sono le loro caratteristiche principali.
Hoka Tecton X
- Prodotto vegano
- Soletta in EVA non sagomata
- Rinforzo protettivo sulla punta
Le Hoka Tecton X portano la tecnologia in carbonio nel trail tecnico, con un peso di circa 260 grammi. La doppia piastra in carbonio parallela offre una buona propulsione sulle salite, mantenendo la stabilità sulle discese.
L’intersuola Pebax offre un’ottima reattività. La suola Vibram Megagrip con tasselli 5mm garantisce la trazione desiderata su terreni variabili mentre lo stack generoso (di 33mm) offre una protezione discreta sulle discese più tecniche.
La geometria rocker facilita le salite ripide. Appropriate per skyrace su distanze medie dove la protezione in discesa giustifica un peso leggermente superiore, hanno una tecnologia innovativa che offre un interessante compromesso tra velocità in salita e la sicurezza in discesa.
Ideali per skyracer che cercano un vantaggio tecnologico accettando un peso maggiore rispetto alle concorrenti minimaliste.
La Sportiva Helios III
- Fodera: rete antiscivolo
- Mezza suola: MEMElex EVA con inserti e palmo interno Cushoning Platform
- Soletta: Ortholite Mountain Running Ergonomic 4 mm
La Sportiva Helios III è una buona applicazione del concept “door to trail”, distaccandosi però dall’aggressività tipica del brand per privilegiare la maggiore versatilità. Con un peso contenuto di appena 220 grammi e un drop ridotto di 4mm, è concepita per allenamenti su terreni duri off-road con una vocazione che la rende adatta anche all’utilizzo quotidiano.
La tomaia innovativa combina il tessuto rip-stop, la retina monobava e il sandwich mesh termoerizzati, con rinforzi in TPU strategici che offrono una buona protezione senza compromettere il peso della calzatura. La costruzione “a calzino” ispirata alle Kaptiva garantisce un contenimento efficace mantenendo il necessario comfort, mentre il sistema di allacciatura tradizionale privilegia semplicità e affidabilità.
L’intersuola in EVA ad iniezione con sistema MorphoDynamic offre un equilibrio ottimale tra ammortizzazione e reattività, con l’inserto Cushioning Platform che aumenta le proprietà ammortizzanti preservando la leggerezza. Il battistrada adotta la mescola FriXion Blue ad alta durabilità, specifica per terreni duri e rocciosi, sacrificando parte della tenuta estrema per favorire la longevità.
Estremamente versatile, si adatta efficacemente a diverse tipologie di allenamento, dalle uscite collinari agli esercizi specifici come le ripetute.
Ideale per runner di livello intermedio ed evoluto che privilegiano leggerezza e versatilità su distanze dai 10 km alla mezza maratona trail, è particolarmente indicata per chi si avvicina al trail running provenendo dalla strada.
La Sportiva Spire GTX
- Calzature a taglio basso di nuova generazione per escursioni veloci. Utilizza soluzioni che fanno parte...
- Spire è uno scarpone da montagna quasi hiking di nuova generazione per escursioni veloci. Utilizza...
- de. I canali di ventilazione, che si vedono sul lato longitudinale dell'intersuola, sono protetti da una...
La Sportiva Spire GTX si distingue come calzatura premium destinata a backpacker e trekker che affrontano percorsi impegnativi con carichi pesanti. Progettata per offrire un supporto massimo senza sacrificare la libertà di movimento della caviglia, privilegia stabilità e protezione rispetto alla leggerezza, comportandosi come un “tank” su terreni difficili.
L’innovazione più significativa è il sistema Gore-Tex Surround, che introduce canali di ventilazione laterali nell’intersuola permettendo la circolazione d’aria a 360 gradi, inclusa la suola. La membrana impermeabile avvolge completamente il piede, mentre i canali gestiscono l’accumulo di calore interno senza compromettere l’impermeabilità, creando un intelligente equilibrio tra protezione e comfort termico.
L’intersuola raggiunge l’altezza record di 39,1 mm nel tallone con un drop di 16 mm, creando isolamento totale dalle asperità del terreno. Il sistema STB Control rappresenta il cuore della stabilità, con pareti laterali rinforzate che avvolgono il piede creando un supporto strutturale paragonabile a uno scarpone alto, prevenendo cedimenti laterali anche su terreni estremamente irregolari.
La suola Vibram XS Trek utilizza una mescola ottimizzata per trazione su superfici bagnate, mentre il sistema Impact Brake con tasselli inclinati crea un effetto frenante pronunciato nelle discese. Perfetta per terreni rocciosi, ghiaioni e superfici miste, eccelle dove può esprimere appieno le caratteristiche di stabilità e protezione, eliminando stress e affaticamento durante progressioni su percorsi difficili.
La Sportiva Akasha 2
La Sportiva Akasha 2 è l’evoluzione di uno dei modelli più popolari nel trail running italiano, mantenendo l’identità consolidata di scarpa orientata al comfort e alla versatilità. Il nome sanscrito “Akasha” (etere) riflette perfettamente la filosofia del modello: eliminare le barriere tra runner e natura, privilegiando l’essenziale rispetto al superfluo.
La principale novità si concentra sulla tomaia completamente riprogettata con costruzione slip-on che elimina punti di compressione, creando un avvolgimento naturale adatto a diverse conformazioni del piede. Il mesh forato con inserti termosaldati bilancia protezione e traspirabilità, mentre la struttura di sostegno in TPU crea un esoscheletro che offre stabilità senza rigidità eccessiva. I rinforzi anteriori Dynamic ProTechTion rappresentano un’innovazione significativa, seguendo dinamicamente il movimento del piede senza creare costrizioni.
L’intersuola utilizza EVA a iniezione integrata con tecnologia Cushion Platform, un inserto plantare di 3 mm che lavora in sinergia con la soletta ergonomica Ortholite. Con un drop di 6 mm e altezze di 31/25 mm, offre protezione significativa mantenendo sensibilità al terreno. La suola FriXion Red bi-componente con tassellatura di 4 mm inverte direzione tra avampiede e tallone per ottimizzare grip in salita e frenata in discesa.
Con un peso di 310 g (modello maschile), la calzata presenta volumi interni ampi ideali per le ultra distanze. Perfetta per trail runner che partecipano a competizioni endurance e ultra trail, dove durata e comfort sono prioritari rispetto alle prestazioni cronometriche pure.
Saucony Peregrine 12
- Leggerezza Oltre un grammo più leggero del suo predecessore, il Peregrine 12 offre più velocità sul...
- Rete resistente Aumenta la ventilazione per mantenerti sempre a tuo agio.
- Tomaia FormFit Si adatta perfettamente ai piedi per un comfort personalizzato.
La Saucony Peregrine 12 è un’evoluzione della linea con miglioramenti sostanziali che la rendono più leggera, reattiva e performante sui terreni tecnici. Con un peso di soli 275 g (versione maschile) e 235 g (femminile) – ben 35 g in meno rispetto alla versione precedente – e un drop di 4 mm, si afferma come calzatura versatile con ottima trazione per diversi percorsi off-road.
La tomaia in mesh leggero e traspirante, quasi trasparente, è rinforzata nei punti critici per prevenire tagli e abrasioni. La nuova costruzione “bootie” assicura una calzata più anatomica migliorando la stabilità durante la corsa ad alta velocità.
Uno dei punti di forza principali è il sistema di trazione PWRTRAC con tacchetti da 5 mm dalla disposizione rinnovata e più spaziata che favorisce l’espulsione di fango e detriti. La configurazione bidirezionale ottimizza sia la spinta in salita che la frenata in discesa. L’intersuola PWRRUN è completata da una soletta di 7 mm in PWRRUN+, mentre la piastra ROCKPLATE riprogettata è più flessibile adattandosi meglio alle irregolarità del terreno.
Ideale per competizioni su distanze medio-brevi (fino a 30 km), offre un eccellente equilibrio tra protezione e sensibilità al terreno, perfetta per runner che preferiscono un approccio diretto e dinamico al trail.
Introdotti questi modelli di riferimento per lo skyrunning, vediamo insieme quali siano le caratteristiche comuni di tali calzature.
Trazione aggressiva su roccia e terreni alpini
La trazione è una caratteristica assolutamente fondamentale per lo skyrace su terreni alpini estremamente variabili.
Le suole utilizzano mescole specializzate come Vibram Megagrip o FriXion che mantengono aderenza su roccia bagnata dove mescole standard possono invece fallire. I tasselli alti (4-5 mm) penetrano terreni morbidi ma con configurazioni ottimizzate per roccia: forme più basse e ravvicinate rispetto a trail normali. La geometria privilegia grip direzionale: tasselli angolati per frenata in discesa, configurazioni anteriori per trazione in salita ripida.
Sullo skyrace, ricordiamo che la perdita di grip su terreno può significare cadute nocive, rendendo così la trazione un investimento in sicurezza oltre che prestazionale. Le mescole devono inoltre funzionare su range ampi: roccia asciutta, bagnata, fango, neve, ghiaccio occasionale. La durabilità è meno critica che su ultra trail poiché skyrace sono brevi (1-4 ore) ma intensi su terreni che consumerebbero rapidamente suole inadeguate.
Protezione minima ma fondamentale
La protezione nelle scarpe da skyrace è minimizzata per risparmiare peso, ma è posizionata strategicamente dove serve di più. Le lamine rock plate proteggono la pianta del piede da rocce appuntite comuni su terreni alpini. Le protezioni sono più sottili che su trail normali, bilanciando peso con sicurezza essenziale. Le punte rinforzate proteggono dita da impatti frequenti contro rocce in salite tecniche. I rinforzi laterali prevengono i tagli, ma sono minimali.
Anche la protezione dalle abrasioni è ridotta all’essenziale: skyrace brevi non richiedono robustezza per ore prolungate come invece avverrebbe nelle maratone. Il talloniere è basso o assente, favorendo agilità su terreni tecnici dove la mobilitàdella caviglia è sempre prioritaria. La filosofia è insomma quella di proteggere solo dove assolutamente necessario, eliminando tutto il resto.
Per skyracer esperti con una tecnica consolidata, la protezione minima è dunque sufficiente. Per atleti meno esperti, il compromesso verso una protezione moderata migliora la sicurezza accettando il maggiore peso in salita.
Comfort preciso per un maggior controllo su terreni esposti
Il fit delle scarpe da skyrace deve essere molto preciso, offrendo un controllo millimetrico su terreni esposti, in cui ogni imprecisione potrebbe costare rovinose cadute. L’allacciatura sicura mantiene il piede perfettamente in posizione, prevenendo slittamenti interni pericolosi. Il talloniere deve contenere in modo fermo, eliminando ogni movimento che comprometterebbe la stabilità.
L’avampiede deve offrire un buon controllo senza però alcuna costrizione eccessiva. Il volume interno è ridotto, minimizzando il movimento. La linguetta è sottile ma posizionata in maniera funzionale. Il fit basso intorno alla caviglia favorisce la mobilità necessaria per adattarsi a terreni irregolari.
Ricordiamo infatti che sulle skyrace un fit impreciso non causa solo vesciche, ma determina un’instabilità pericolosa su terreni in cui invece l’equilibrio è vitale. Anche in questo caso, condividiamo come il fit appropriato richieda test su terreni tecnici che possano simulare quelli di gara: ciò che funziona su sentieri normali può infatti rivelare problemi sulla roccia esposta, in cui il controllo assoluto del piede nella scarpa deve garantire sicurezza.
Drop ridotto per agilità su terreni tecnici
Le scarpe da skyrace utilizzano drop ridotti (4-6 mm) favorendo agilità e propriocezione su terreni tecnici variabili. Il drop basso incoraggia infatti un naturale appoggio dell’avampiede su salite ripide, in cui il tallone non tocca mai terreno. La sensibilità aumentata permette adattamenti istintivi rapidi su roccia irregolare.
Il tempo di contatto ridotto aumenta inoltre la cadenza utile sulle salite ripide. Su discese tecniche, invece, il drop basso permette la migliore mobilità della caviglia per assorbire le irregolarità. Tuttavia, un drop ridotto richiede anche maggiore forza nei polpacci e maggiore flessibilità nel tendine d’Achille.
Su skyrace con migliaia di metri verticali, lo stress sui polpacci con drop basso diventa significativo. La scelta dipende dunque da adattamenti individuali: atleti abituati a drop zero tollerano perfettamente queste calzature, mentre chi proviene da drop tradizionali richiede una transizione graduale.
Costruzione bassa per propriocezione massima
Le scarpe da skyrace utilizzano costruzioni basse intorno alla caviglia, favorendo così una mobilità estrema necessaria su terreni alpini tecnici.
L’altezza ridotta permette infatti una flessione laterale della caviglia più agevole, utile per adattarsi a appoggi precari su roccia.
La propriocezione massima deriva dal feedback diretto sul terreno mediante una costruzione minimale. Lo stack ridotto (25-33 mm) avvicina il piede al terreno migliorando l’equilibrio. La sensibilità aumentata permette infatti di “sentire” la roccia sotto il piede, elemento sicuramente decisivo per un più preciso posizionamento sugli appoggi.
Sullo skyrace, una connessione diretta con il terreno migliora la sicurezza e la velocità su sezioni tecniche, in cui il feedback tattile può influenzare l’assunzione di decisioni rapide e istintive. La costruzione bassa sacrifica certamente il supporto laterale della caviglia, che le scarpe trail alte invece offrono, richiedendo così una maggiore forza intrinseca nelle caviglie, sviluppata attraverso l’allenamento specifico su terreni tecnici.
Per skyracer esperti, la costruzione bassa è però un netto vantaggio. Per i principianti, un supporto più moderato può essere invece appropriato.
Ammortizzazione minima reattiva
L’ammortizzazione nelle scarpe da skyrace è ridotta, privilegiando reattività e feedback sul terreno. Lo stack minimo (25-32mm) offre infatti una protezione essenziale senza però peso o isolamento eccessivo. Le schiume utilizzate privilegiano la densità elevata che non collassa sotto carico su terreni irregolari, lasciando una sensazione di supporto fermo piuttosto che di ammortizzazione morbida.
L’ammortizzazione minima è dunque appropriata per skyrace dove la velocità non è molto sostenuta da pendenze estreme e dove la durata è limitata (1-4 ore contro 6-24+ ore delle ultra trail). Su salite ripide, gli impatti sono ridotti da velocità bassa e angolazione. Su discese, la tecnica deve assorbire gli impatti che l’ammortizzazione più generosa vorrebbe gestire passivamente.
Per skyracer con tecnica consolidata, l’ammortizzazione minima offre vantaggi di peso e sensibilità, superando gli svantaggi di una ridotta protezione. Per atleti meno esperti, un compromesso verso un’ammortizzazione moderata può migliorare la sicurezza su discese tecniche, in cui gli errori tecnici sono frequenti man mano che cresce l’affaticamento.
Durabilità secondaria rispetto alla prestazione
La durabilità nelle scarpe da skyrace è deliberatamente sacrificata per ottimizzare la prestazione immediata su competizioni brevi e intense.
I materiali ultra-leggeri si usurano infatti rapidamente: le tomaie sottili mostrano usura dopo poche gare su roccia abrasiva mentre le suole con mescole morbide per grip massimo su roccia si consumano velocemente.
La vita utile tipica di 300-500 km è accettabile per skyrace, considerato che una singola stagione competitiva include 5-10 gare, oltre ad allenamenti specifici. Il costo per gara è dunque elevato, ma giustificato per competizioni dove la prestazione determina i piazzamenti di maggiore prestigio.
La strategia consigliata è quella di utilizzare scarpe skyrace esclusivamente per le gare e gli allenamenti più duri sui terreni tecnici. Per allenamenti su terreni meno tecnici, le scarpe trail più robuste possono preservare i modelli skyrace più costosi.